“La Storia Infinita” è un Portal Fantasy: inizia nel mondo reale e segue le vicissitudini di Bastiano, orfano e impacciato decenne che ruba un misterioso libro da una libreria senza sapere che è un portale per entrare nel regno di Fantàsia, un reame magico minacciato dal Nulla e che rischia di scomparir
Lo lessi da ragazzina e l’ho riletto di recente nella splendida edizione di Longanesi che riprende l’estetica della prima edizione italiana degli anni ’80 (quella che avevo letto io), e che richiama l’aspetto del libro che Bastiano stesso sta leggendo.
Bastiano come Pinocchio?
Rileggendolo oggi, da adulta e con un po’ di cultura letteraria in più, non posso non vedere delle similitudini con il mito del “salvatore bianco” di cui sono vittime tanti romanzi e film d’avventura a partire da “John Carter di Marte” fino al Paul Atreides di “Dune”: l’idea che solo un bimbo terrestre possa salvare l’Infanta Imperatrice e il suo Regno dalla distruzione è un chiaro richiamo a questa visione Europa-centrica; e questo schema si ripete ciclicamente, perché altri prima di Bastiano hanno varcato la soglia di Fantàsia e l’hanno salvato, sebbene non tutti abbiano fatto ritorno nel loro mondo.
Un altro aspetto della storia che colpisce è l’intento pedagogico: come Pinocchio, Bastiano ha un padre con il quale la relazione è assente e, attraverso il viaggio e l’incontro con creature fantastiche e figure femminili che gli fanno da guida, si spoglierà di ogni desiderio “effimero”, ritornando al proprio mondo cresciuto e pronto per ricostruire quella relazione. Ma, a differenza di Pinocchio, Bastiano non deve diventare un bravo bambino, ubbidiente e responsabile per meritare l’amore del padre; la maturazione di Bastiano è più spirituale, implica lasciarsi alle spalle la vecchia identità e passa attraverso l’accettazione della malattia e della morte (della madre).
Chi è l’Infanta Imperatrice?
Quando Bastiano riesce a superare i confini di Fantàsia e dà all’Imperatrice il suo nuovo nome (Fiordiluna), questa gli dona Auryn e con esso il potere di realizzare qualsiasi desiderio il bambino esprima; proprio grazie a questi desideri, Fantàsia, nel frattempo distrutta dal Nulla, rinascerà.
A quel punto, Fiordiluna sparisce senza spiegazioni e non la rivedremo mai più; ci è stato detto che lei è il cuore di Fantàsia, che senza di lei il Regno non può sopravvivere, eppure lei sparisce proprio mentre Fantàsia rinasce.
Bastiano diventa potente e amato, ma questo potere non è gratuito: ad ogni desiderio espresso, ad ogni nuova storia, Bastiano perde un ricordo, dimenticando ogni volta una parte di se stesso.
Nell’ultimo capitolo Bastiano ha dimenticato tutto di sé, compreso il proprio nome. Arrivato alla fine del viaggio, depone Auryn ai piedi di Atreiu e quando ciò avviene, il gioiello diventa il portale per tornare nel mondo reale. Qui capiamo due cose: la prima, che Bastiano trova la strada per tornare a casa solo quando rinuncia volontariamente al potere; la seconda, che Fiordiluna e Auryn sono la stessa entità e finché questo viene brandito da qualcuno, lei non può manifestarsi. Come non può manifestarsi all’interno di Auryn stesso (in forma di portale) in quanto non può deporre se stessa.
Fiordiluna è la magia che tiene in vita il Regno di Fantàsia, è la Creatura che lo governa e protegge; non è come le altre creature di Fantàsia, è di natura diversa, probabilmente non è nemmeno nata lì; ma non è nemmeno un essere umano, sebbene il potere creatore scaturisca solo quando questo potere viene brandito da un essere umano.
O forse l’Infanta Imperatrice è una proiezione, un prodotto di Auryn stesso, la personificazione dell’amuleto per attirare gli esseri umani dentro i confini di Fantàsia e renderli esecutori del potere creatore custodito nel gioiello stesso.
I confini di Fantàsia
Viene detto più volte che il Regno di Fantàsia non ha confini se non quelli creati dal Nulla divoratore, per cui Bastiano si ritrova ad esplorare paesaggi infiniti popolati dalle creature più strane e improbabili. Il limite è dettato solo dalla sua immaginazione. E non si tratta solo di creazione cosciente: accanto a personaggi, città e popoli che Bastiano crea attraverso l’invenzione di leggende e fiabe (tutte raccolte in una biblioteca a lui dedicata), troviamo anche creature inaspettate, nate probabilmente dall’inconscio del bambino, o ancora, dall’imprevedibilità della vita sfuggita al controllo creativo di Bastiano stesso.
Per quanto questa immagine sia molto romantica e confortante, sottintende un’altra triste verità: proprio perché scaturito dai sogni degli esseri umani, Fantàsia è un Regno senza potere sul proprio destino, che non può salvarsi da solo e perennemente in attesa di un Salvatore esterno; anzi, questi esseri umani non sono nemmeno consapevoli della sua esistenza, se non nei loro sogni e nei loro incubi.

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