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Il Fediverso mi attende

La mia frustrazione nei riguardi dei social aumenta di giorno in giorno. C’entra il sovraccarico delle ultime settimane, dovuto principalmente al mio stato di salute che mi rende molto passiva e quindi mi ritrovo a consumare contenuti in maniera massiva: non AI-slop o altri contenuti “stupidi”, sia chiaro, più che altro notizie dal mondo che leggo e vedo su Substack e Youtube, ma anche da altri social più “classici” come Bluesky o Mastodon.

Ma c’entrano in realtà due desideri che viaggiano a braccetto: il desiderio di semplicità e quello di sostanza.

Le cose semplici mi sono sempre piaciute, adoro la pulizia mentale che ne deriva, l’ordine personale, la calma, la leggerezza. Ho sempre amato avere poco, la mia mente lavora meglio quando le scelte sono ridotte, quando la confusione si riduce.

Negli ultimi tempi ho l’impressione di produrre solo rumore, mi sembra di scrivere tanto per non comunicare nulla. Ma soprattutto mi sembra di aver perso di vista l’obiettivo: scrivere. Da quando ho iniziato a gestire la newsletter e fare video, ho smesso di lavorare ai miei manoscritti, ai racconti. Nell’ordine dei miei valori, questi ultimi dovrebbero avere la precedenza, e invece li ho accantonati, ci penso continuamente, ma non riesco a sgranare una sola parola, un dialogo, una frase. Nulla.

Il fediverso mi affascina. Mi ricorda la semplicità e la pulizia dei primi anni 2000, quando ognuno aveva il suo piccolo spazio, il suo “giardino digitale” da coltivare e decorare come voleva.

Negli ultimi anni le Big Tech hanno invaso e occupato il mondo digitale che noi fan ci eravamo ritagliati, invadendo i nostri spazi e appropriandosi delle nostre creazioni, togliendo gioia e riducendo la sperimentazione a fenomeno di mercato. Ciò che era un giardino da coltivare è diventata performance, apparenza, polarizzazione. Dove c’era un vero desiderio di connettersi e dialogare adesso ci sono monologhi e engagement, followers e likes, monetizzazione.

Continuerò a creare ciò che mi piace semplicemente perché mi piace farlo e spero che trasferirmi nel fediverso mi aiuti a riscoprire la gioia di farlo senza pensare a statistiche, algoritmi e numeri.

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